marzo

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Vado a mangiare i lupini al porto di Rimini

Vado a mangiare i lupini al porto di Rimini

Vado a mangiare i lupini al porto di Rimini

Il Porto rappresenta per i riminesi una parte importante della città. Non esiste un periodo dell’anno migliore o peggiore per andarci. In effetti è quasi un luogo senza tempo, con le sue abitudini e le sue immagini. Andarci poi, significa arrivare fino alla Palata la quale non è altro che il tragitto che unisce il Rock Island (locale simbolo di Rimini) e la parte iniziale del porto.  Nel 2005, il muro di cinta del porto è stato dipinto completamente dal famoso ”writer” riminese Eron. Quando il mare è grosso,   è bello fare lo slalom per evitare che  l’acqua che risale su dai tombini del molo vi bagni. Da qui se c’è un po’ di vento, alla vostra destra,  potrete vedere i surfisti che ”prendono” il grecale e si gettano fra le onde. E se guardate l’orizzonte e la visibilità è buona potrete vedere tutta la costa fino a Gabicce.

Il simbolo del porto sono ovviamente i pescatori che con le loro barche rientrano dalle loro uscite in mare e si fermano a vendere il loro pescato direttamente al molo.  A Rimini se si parla di pescatori non si può non menzionare la comunità di Lampedusa che da quarant’anni vive nella nostra città.

In questi primi giorni di marzo  sulla spiaggia antistante è accatastata una grossa montagna di legna pronta per essere bruciata per la Fogheraccia di San Giuseppe. Una tradizione che richiama buona parte della città. Andare al porto in inverno, significa poi fermarsi a prendere i lupini ai chioschetti che si trovano a ridosso del delfinario per poi fermarsi a mangiarli all’ancora davanti al Souvenir, magari guardando le barche disposte in ordine nella darsena di fronte.

Per il resto il porto è sicuramente un posto dove si incontra sempre tanta gente.  Non vi resta che andarci e provare di persona.

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